All'improvviso mi è venuta in mente una cosa : i fumetti dei supereroi. Questi non sono frutto della follia delirante di un fumettista disadattato , ma una forma di filosofia sottile . Nel secondo volume di Kill Bill , Bill, per l'appunto , evidenzia proprio tale aspetto del supereroe : Superman, Spiderman, Batman etc.. seppure in maniera differente rispetto a quello che sto pensando io. Quel che io intendo è che il super-potere di ognuno di questi. non è altro che una metafora del talento degli uomini ( di coloro che lo possiedono). E' il potere di uno ( o di pochi ) perché come il talento, esso non è dono di molti.
Ognuno di loro porta sempre con sé il ricordo di una rinuncia. Detto in parole povere, vorrei giungere alla conclusione che il talento non riesce sempre a convivere con il resto delle emozioni, poiché esso ti costringe a pagare un pegno, il cui prezzo, è che , lui, ti vuole tutto per se.
Tutto ciò non deve essere interpretato in maniera radicale, non credo neanche che siano cose del tutto vere, è un pensiero passeggero e che , anche se mio ,non so nemmeno se condivido del tutto. Sono anche convinto del fatto che un uomo fatto di solo talento non può essere chiamato tale , che la rinuncia, seppur momentanea di esso, può rendere più orgogliosi e soddisfatti di quanto il talento stesso non faccia.
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