Risposte a domande non poste.
non è un quiz.
- Perché ci sono tante cose ancora
- Perché ho bisogno di essere per te, quello che sono stato per qualcun'altro
-
-
-
[...] manca del testo, forse dovresti aggiungerlo tu.
lunedì 9 settembre 2013
Sentimento
venerdì 12 luglio 2013
Il silenzio delle parole
-People talking without speaking
-People hearing without listening
The Sound of silence - Simon and Garfunkel
Persone che parlano senza parlare.
Persone che ascoltano senza ascoltare.
Anche se a mia modesta interpretazione, ascoltano si riferisce a capiscono.
Credo che siano due frasi, che, perdonate lo stucchevole gioco di parole, parlano da sole.
A chi accade mai questa cosa?
A me no, probabilmente.
Le uniche parole che mi vengono in mente in questo momento, riguardano l'esatto contrario:
Persone che non parlano nonostante parlino.
Persone che non capiscono nonostante ascoltino.
Notare che ho utilizzato il verbo ascoltare e non sentire.
Appartengono ad una semantica diversa, sebbene in maniera molto sottile.
Non so quanti di voi capita, di avere una intesa così profonda con terzi.
Probabilmente a nessuno, il problema fondamentale però, è che si è talmente abituati alla comoda superficialità, che tanto vale non chiederselo, tanto credo di capire lo stesso. Ma a dire questa frase non siete di certo voi, ma il substrato, più che nascosto, del vostro inconscio.
Si, questa parola piace tanto a me quanto a voi, uh ecco che ci siamo trovati.
Eppure voi non vi siete stancati.
Se devo dire la verità, non mi stancherei nemmeno io, la superficialità è così comoda.
E invece no. A me piace avere la guerra nel cervello.
Mi chiedo un giorno dove mi porterà.
Per ora, da nessuna parte, anzi.
Non sto condannando né la superficialità, né tantomeno l' "overthinking" (il "troppo pensare" che suona male nella lingua del bel paese), credo solo non vada bene nessuno dei due estremi.
Ma questo lo sappiamo tutti.
Tutti sanno che
E io nel mezzo non ci sono mai capitato.
Forse avrei dovuto frequentare di più La Compagnia dell'anello.
Perdonate l'ultima freddura.
Persone che ascoltano senza ascoltare.
Anche se a mia modesta interpretazione, ascoltano si riferisce a capiscono.
Credo che siano due frasi, che, perdonate lo stucchevole gioco di parole, parlano da sole.
A chi accade mai questa cosa?
A me no, probabilmente.
Le uniche parole che mi vengono in mente in questo momento, riguardano l'esatto contrario:
Persone che non parlano nonostante parlino.
Persone che non capiscono nonostante ascoltino.
Notare che ho utilizzato il verbo ascoltare e non sentire.
Appartengono ad una semantica diversa, sebbene in maniera molto sottile.
Non so quanti di voi capita, di avere una intesa così profonda con terzi.
Probabilmente a nessuno, il problema fondamentale però, è che si è talmente abituati alla comoda superficialità, che tanto vale non chiederselo, tanto credo di capire lo stesso. Ma a dire questa frase non siete di certo voi, ma il substrato, più che nascosto, del vostro inconscio.
Si, questa parola piace tanto a me quanto a voi, uh ecco che ci siamo trovati.
Eppure voi non vi siete stancati.
Se devo dire la verità, non mi stancherei nemmeno io, la superficialità è così comoda.
E invece no. A me piace avere la guerra nel cervello.
Mi chiedo un giorno dove mi porterà.
Per ora, da nessuna parte, anzi.
Non sto condannando né la superficialità, né tantomeno l' "overthinking" (il "troppo pensare" che suona male nella lingua del bel paese), credo solo non vada bene nessuno dei due estremi.
Ma questo lo sappiamo tutti.
Tutti sanno che
La verità è nel mezzo
E io nel mezzo non ci sono mai capitato.
Forse avrei dovuto frequentare di più La Compagnia dell'anello.
Perdonate l'ultima freddura.
Lasciate ogni speranze o voi ch'entrate.
martedì 9 aprile 2013
Se hai vent'anni DEVI restare in italia
Ho cliccato su "Mi Piace" , ma in realtà non mi piace affatto , era solo il mezzo per condividere. Volevo scriverlo come commento su questo articolo ma ho pensato fosse più completo scriverlo qui sopra.
E' facile parlare di scappare via dall'Italia, quando si vive a Parigi.
E' facile parlare di scappare quando a permetterlo sono i tuoi genitori, qualcuno che ti sostiene , una persona o un qualcosa e quindi un sogno .
C'è chi risponderà
"Si ma ho visto gente scappare senza senza un euro (una lira?) in tasca"si ma quella è la fantastica leggenda dell'uno su un milione che ci riesce, di solo coraggio non si può vivere.
L'italia è così da questi famosi 20 anni perché non ha quelli che l'autore chiama 'eroi' , che , se ne voglia o no , sono per l'appunto gli unici che un giorno saranno in grado di credere nella possibilità di creare e fare la differenza in questo paese.
Perché non è vero che la laurea non forma , per quanto sono difficili gli studi in Italia , tra dribbling burocratici e altro , non esiste palestra migliore.
E' una palestra che ti insegna a risolvere e a combattere.
Perché non è vero che non esistono possibilità , non è vero che l'Italia non è gravida di opportunità , in questo paese esiste la tecnologia come negli altri e la probabilità di creare lavoro aumenta ogni giorno , se non mi credete, ci sono migliaia di startuppisti sparsi per l'Italia pronti a smentirvi.
Bisogna combattere affinché la mentalità conservativa cambi , affinché gli imprenditori si prendano qualche rischio in più , affinché gli aspiranti imprenditori facciano lo stesso, perché così un giorno ne potrà giovare.
E' proprio questo quello di cui l'Italia manca ed ha bisogno : l'iniziativa.
Perché è proprio il contrario di quello che viene espresso nell'articolo, di cui l'italia ha bisogno.
L'Italia non ha più bisogno di "persone" che trascorrono il proprio tempo a dire che va abbandonata , che non ha futuro, che si lamentano.
Sono dell'idea che le persone di cui sopra ,se residenti in paesi esteri, debbano tacere e continuare il proprio lavoro e che le persone di cui sopra , se residenti in Italia , debbano a loro volta cercare di cambiare qualcosa, invece di perseguire la politica del lamento e dell'imbroglio (anche quello piccolo) appena possibile.
L'italia ha bisogno di persone che possono fare la differenza restino e che la impongano , non che questi fuggano come tanti Ponzio Pilato, perché è così, perché dare la colpa agli altri è sempre la via più facile ,quella più immediata , quella che un giorno ti permetterà di dire , da un'alta scuola di Parigi : "tu dall'Italia te ne devi andare, se puoi"
lunedì 4 febbraio 2013
Perché bisogna pagare WhatsApp
Non mi venite a dire che non la conoscete! Cosa? Ovviamente parlo di WhatsApp celebre applicazione per smartphone presente , praticamente, su tutti i sistemi operativi mobile (nella foto vediamo in sequenza iOs , Windows Phone, Android, symbian , RIM).
La suddetta App (come piace chiamarle ai mattacchioni di Cupertino) si è resa famosa ed un must-have per chiunque possegga uno smartphone per la sua semplicità, versatilità e soprattutto per la sua utilità.
WhatsApp ha permesso infatti a tutti i tech-addicted e non, di scambiare messaggi tra piattaforme diverse in maniera del tutto gratuita. E' stato infatti proprio questo il punto di forza dell'applicazione, la quale ha permesso a chiunque di mettere da parte il becero uso di SMS e di risparmiare non pochi soldini , anche se su questo ci sarebbe un altro discorso da fare, dato il fatto che il traffico dati comunque lo paghiamo ma questa è un'altra storia.
Perché sto parlando proprio di lei è ben chiaro e a chi non lo fosse, lo esplicito: gli sviluppatori dell'applicazione hanno richiesto agli utenti Android il pagamento di un abbonamento annuale ( in grassetto e sottolineato) della folle cifra di 0,79€.
Esatto, settantanove centesimi di euro.
Com'era prospettabile , l'utenza non l'ha presa bene.
Com'è altrettanto prevedibile, sappiamo tutti quanti dove manderei a fare un giro questa "utenza".
Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non si è mai accorto che il servizio erogato ha permesso loro di risparmiare una cifra pari , facendo due calcoli veloci in base all'utente medio, a circa 7'000 messaggi * 0.7€-0.10€ , (con 7000 ci sono andato molto molto basso) e una media di 0.7-0.10€ a SMS.
Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti si è mai posto la domanda
"Ma come faccio a scambiare questi messaggi?"e di conseguenza non conosce i costi di infrastrutture che un servizio come quello erogato dall'applicazione in questione comporta , per non parlare del volume enorme di utenti che lo hanno sfruttato.
Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non si è mai posto il problema di quante persone ci sono a lavorare dietro un'applicazione simile, quanto tempo comporta lo sviluppo, quante tempo le persone ci spendono a sbattere la testa contro l'utente che lamenta il bug più stupido della terra.
Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non sa quanto può essere frustrante per un team di sviluppatori o un'azienda vera e propria, ricevere una recensione pessima dal ragazzino di turno con il Samsung Galaxy S3 al tempo uno dei migliori smartphone in circolazione (circa 500€/600€) , solo perché dopo un tempo indeterminato di prova (personalmente lo uso da più di un anno) , decide di imporre un abbonamento annuale dal costo irrisorio.
Ma tutto questo l'utente non lo sa. Tutto questo l'utente non lo saprà mai ma soprattutto non lo vorrà mai sapere, perché è solo bravo a lamentarsi , a disturbare, a cazzeggiare , a trovare una maniera per fottere chi è davanti ad un PC a far si che lui possa fare tutte le suddette cose.
Quello di cui non ci si rende conto è che al giorno d'oggi le applicazioni sono dei prodotti che creano posti di lavoro a tutti gli effetti e che chi ci lavora su, non passa il proprio tempo giocando, ma lavorando , talvolta anche non poco.
Quello che mi preme sensibilizzare è il fatto che , come i vostri genitori anche gli Sviluppatori , quelli che fanno le App per intenderci , sono lavoratori e come tali meritano rispetto e onestà e cercando di aggirare il sistema evitando il pagamento di una così ridicola somma, significa privare loro proprio di questi due valori.
Credo di aver esaurito tutto ciò che avevo da dire se non un'ultima cosa : se non avrete intenzione di pagarlo sappiate che se dovessi mai sentire una vostra lamentela e vi vedrò con un Galaxy S3 tra le mani, potrei non avere la clemenza di rimanere calmo.
Adieu.
martedì 29 gennaio 2013
Le persone nel 2013
Nel 2013 esistono ancora quelli che :
- Credono nell'oroscopo
- Credono che i sogni siano premonitori
- Nonostante sia esplicitamente specificato , su Facebook, scrivono il nome al posto del cognome e viceversa.
- Credono che notizie random diffuse su Facebook siano credibili o di fonte certa.
- Credono che How I Met Your Mother finirà.
- Credono nella sfortuna
- Credono che ripetere "Cybertron" 3 volte di fronte uno specchio li renderà dei Transformer
- Credono che fare sesso con il preservativo sia peccato
- Credono che Dio davvero esista
- Credono che le Sacre Scritture siano state tradotte non faziosamente.
- Credono che Fabio Volo sappia scrivere e che i suoi libri siano buoni.
- Credono che le proprie figlie non trombino dalla tenera età di quattordici anni.
- Credono che i propri figli non abbiamo sgamato i porno nella cronologia
- Voglio arrivare vergini al matrimonio
giovedì 24 gennaio 2013
Il "medio" , sempre lui.
(Leggi il post precedente : Il medio, ma non il dito)
Il "medio" crede che il precedente post non sia riferito a lui
Il "medio" reputa "medio" quello del post precedente, talvolta con un discreto disprezzo
Il "medio" sente gli Swedish House Mafia
Il "medio" ama il calcio e tendenzialmente non parla d'altro
Il "medio" crede che la causa delle cose negative che gli accadono sia dei famosi "occhi addosso" (la sfortuna, per intenderci) e non di certo sua
Il "medio" usa le abbreviazioni. Orientativamente non usa le vocali
Il "medio" afferma che Trainspotting è un bel film
Il "medio" si sente ripreso dal post precedente e sostiene che , al contrario di quanto espresso, lui non è Il "medio" con non poco fastidio.
Il "medio" beh Il "medio" .. continua.
E tu? Tu cosa pensi de Il "medio" ?
Il "medio" crede che il precedente post non sia riferito a lui
Il "medio" reputa "medio" quello del post precedente, talvolta con un discreto disprezzo
Il "medio" sente gli Swedish House Mafia
Il "medio" ama il calcio e tendenzialmente non parla d'altro
Il "medio" crede che la causa delle cose negative che gli accadono sia dei famosi "occhi addosso" (la sfortuna, per intenderci) e non di certo sua
Il "medio" usa le abbreviazioni. Orientativamente non usa le vocali
Il "medio" afferma che Trainspotting è un bel film
Il "medio" si sente ripreso dal post precedente e sostiene che , al contrario di quanto espresso, lui non è Il "medio" con non poco fastidio.
Il "medio" beh Il "medio" .. continua.
E tu? Tu cosa pensi de Il "medio" ?
martedì 22 gennaio 2013
Il medio. Ma non il dito
In realtà pensavo (o quanto meno speravo) che certi giorni e tempi fossero finiti e che soprattutto certe persone fossero estinte.
A quanto pare, sfortunatamente, mi sbagliavo.
Più tristemente, mi sbaglio.
Mi sbaglio perché mi accorgo che certe cose non finiranno mai ma anzi, sembrano ricominciare ogni giorno da capo.
Di quale argomento e persone io stia parlando vi starete giustamente chiedendo.
Parlo delle persone che, almeno nel mio paese, necessitano di sentirsi qualcuno ogni giorno. Il problema forse non è tanto l'argomento , ovvero la visibilità , l'essere "famosi", importanti o ricchi o quant'altro bensì la maniera attraverso cui questo infimo genere di persone crede di riuscire a rientrare in una delle sopracitate categorie.
Avendo io ventuno anni ho purtroppo già assistito a tentativi simili, ad ostentazioni ed azioni che differiscono di un solo punto : lo scopo per cui le si compie.
Parto da un semplice esempio : nel Belpaese (non so come funzioni negli altri) è uso comune all'interno da parte delle discoteche dare la possibilità di essere riservati un "tavolo" , uno spazio all'interno del locale stesso preso in "affitto" tramite il pagamento di un sovrapprezzo che , oltre a fornire l'accesso immediato al locale , bypassando dunque la fila dei comuni mortali (che non me ne vogliano) , comprende anche un quantitativo di bottiglie (di Champagne e/o Liquori ) da consumare al suddetto.
Anche se forse non c'era bisogno ho voluto comunque descrivere questa situazione , a me particolarmente vicina.
Bene.
Il famoso "medio" ,tra virgolette, di cui prima , è convinto del fatto che possedere l'esclusiva ad uno di questi famosi spot nel locale ,sia per lui e per la sua compagnia un motivo di particolare prestigio e che quindi lo renda una persona importante ma soprattutto da invidiare.
Già, è così, il "medio", sempre tra virgolette, si sente superiore, si sente più in alto proporzionalmente a quanto spende che per lui non è un problema ma anzi più è più questo ne accresce l'autostima.
Sarà anche un piccolo esempio ma l'ho trovato spesso tristemente significativo
Il "medio fa patrimonio dei luoghi comuni, si convince del fatto che essere collegato direttamente o indirettamente ad una persona di "successo" questo renda anch'egli tale.
Il "medio" crede che spendere centinaia di € per un capo firmato sia giustificato dal fatto che, come è ovvio (ironia alert) "prezzo alto=qualità" , inconsapevole del fatto che lui di qualità non capisce nulla e che probabilmente quella cosa è Cinese.
Il "medio" spende 800 € per un iPhone perché la Apple è "la migliore" ma qualcuno ancora gli deve dire che la Apple fa anche computer. Ops, "Mac" scusate.
Il "medio" detesta o ama Silvio Berlusconi e in maniera complementare Travaglio (mi spiace). In certi casi più tristi esordisce "fanno tutti schifo".
Il "medio" studia perché lo si deve fare.
Il "medio" non legge perché lo annoia.
Il "medio" non guarda film "noiosi"
Il "medio" dice che Scarface è un bellissimo film.
Il "medio" non conosce la differenza tra Pop ,House e Dance, ma occasionalmente è appassionato di una delle tre.
Il "medio" si è fermato all'intestazione di questo blog e l'ha chiuso, perché Il "medio" è cattolico "non-praticante" e gli da fastidio chi bestemmia.
Il "medio" beh, Il "medio".. mi ha rotto i coglioni.
A quanto pare, sfortunatamente, mi sbagliavo.
Più tristemente, mi sbaglio.
Mi sbaglio perché mi accorgo che certe cose non finiranno mai ma anzi, sembrano ricominciare ogni giorno da capo.
Di quale argomento e persone io stia parlando vi starete giustamente chiedendo.
Parlo delle persone che, almeno nel mio paese, necessitano di sentirsi qualcuno ogni giorno. Il problema forse non è tanto l'argomento , ovvero la visibilità , l'essere "famosi", importanti o ricchi o quant'altro bensì la maniera attraverso cui questo infimo genere di persone crede di riuscire a rientrare in una delle sopracitate categorie.
Avendo io ventuno anni ho purtroppo già assistito a tentativi simili, ad ostentazioni ed azioni che differiscono di un solo punto : lo scopo per cui le si compie.
Parto da un semplice esempio : nel Belpaese (non so come funzioni negli altri) è uso comune all'interno da parte delle discoteche dare la possibilità di essere riservati un "tavolo" , uno spazio all'interno del locale stesso preso in "affitto" tramite il pagamento di un sovrapprezzo che , oltre a fornire l'accesso immediato al locale , bypassando dunque la fila dei comuni mortali (che non me ne vogliano) , comprende anche un quantitativo di bottiglie (di Champagne e/o Liquori ) da consumare al suddetto.
Anche se forse non c'era bisogno ho voluto comunque descrivere questa situazione , a me particolarmente vicina.
Bene.
Il famoso "medio" ,tra virgolette, di cui prima , è convinto del fatto che possedere l'esclusiva ad uno di questi famosi spot nel locale ,sia per lui e per la sua compagnia un motivo di particolare prestigio e che quindi lo renda una persona importante ma soprattutto da invidiare.
Già, è così, il "medio", sempre tra virgolette, si sente superiore, si sente più in alto proporzionalmente a quanto spende che per lui non è un problema ma anzi più è più questo ne accresce l'autostima.
Sarà anche un piccolo esempio ma l'ho trovato spesso tristemente significativo
Il "medio fa patrimonio dei luoghi comuni, si convince del fatto che essere collegato direttamente o indirettamente ad una persona di "successo" questo renda anch'egli tale.
Il "medio" crede che spendere centinaia di € per un capo firmato sia giustificato dal fatto che, come è ovvio (ironia alert) "prezzo alto=qualità" , inconsapevole del fatto che lui di qualità non capisce nulla e che probabilmente quella cosa è Cinese.
Il "medio" spende 800 € per un iPhone perché la Apple è "la migliore" ma qualcuno ancora gli deve dire che la Apple fa anche computer. Ops, "Mac" scusate.
Il "medio" detesta o ama Silvio Berlusconi e in maniera complementare Travaglio (mi spiace). In certi casi più tristi esordisce "fanno tutti schifo".
Il "medio" studia perché lo si deve fare.
Il "medio" non legge perché lo annoia.
Il "medio" non guarda film "noiosi"
Il "medio" dice che Scarface è un bellissimo film.
Il "medio" non conosce la differenza tra Pop ,House e Dance, ma occasionalmente è appassionato di una delle tre.
Il "medio" si è fermato all'intestazione di questo blog e l'ha chiuso, perché Il "medio" è cattolico "non-praticante" e gli da fastidio chi bestemmia.
Il "medio" beh, Il "medio".. mi ha rotto i coglioni.
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giovedì 10 gennaio 2013
Convinzione sull'essere umano.
Stamattina mi sono svegliato ricordando alcune cose, alcuni episodi che per una sconosciuta ragione la mia mente ha deciso di rielaborare.
L'essere umano è strano. E' nostalgico, libidico, vuole quando non ha, rifiuta quando possiede.
Tutto ciò ha un fondo masochistico.
Lo sanno tutti che prima o poi un desiderio sbagliato porterà problemi, la nostalgia comporta dolore, la rinuncia il rimorso, la volontà la possibilità di fallire.
Ma privandosi di tutto ciò, tanto vale non vivere oppure essere degli animali.
Puntualmente crediamo di essere legati o affezionati o congiunti a certe cose o a certe situazioni oppure a certe persone.
Con il tempo qualcuno si accorge, qualcun'altro no, che i sentimenti si confondono con l'abitudine e la convinzione della sensazione di benessere che la cosa, la situazione o la persona ci forniva.
Non è una cosa brutta, questa, no che non lo è.
La pericolosità di una situazione simile risiede solo nel fatto che nel momento in cui si è inconsapevoli di esserci dentro, continuiamo a illudere noi stessi e gli altri.
Nel momento in cui invece la consapevolezza giunge, si ha un'occasione grandissima; quella di riuscire a rianalizzare i propri sentimenti ,capire realmente cosa succede.
Vallo a capire.
L'essere umano è strano. E' nostalgico, libidico, vuole quando non ha, rifiuta quando possiede.
Tutto ciò ha un fondo masochistico.
Lo sanno tutti che prima o poi un desiderio sbagliato porterà problemi, la nostalgia comporta dolore, la rinuncia il rimorso, la volontà la possibilità di fallire.
Ma privandosi di tutto ciò, tanto vale non vivere oppure essere degli animali.
Puntualmente crediamo di essere legati o affezionati o congiunti a certe cose o a certe situazioni oppure a certe persone.
Con il tempo qualcuno si accorge, qualcun'altro no, che i sentimenti si confondono con l'abitudine e la convinzione della sensazione di benessere che la cosa, la situazione o la persona ci forniva.
Non è una cosa brutta, questa, no che non lo è.
La pericolosità di una situazione simile risiede solo nel fatto che nel momento in cui si è inconsapevoli di esserci dentro, continuiamo a illudere noi stessi e gli altri.
Nel momento in cui invece la consapevolezza giunge, si ha un'occasione grandissima; quella di riuscire a rianalizzare i propri sentimenti ,capire realmente cosa succede.
Vallo a capire.
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mercoledì 9 gennaio 2013
Elenco
dalla carta alla tastiera.
- forse non è il momento adatto
- no ,non è colpa tua
- non lo dirò a nessuno
- tranquillo si sistemerà tutto
- tranquilla si sistemerà tutto
- è già successo altre volte, ci sono abituato tutto si aggiusterà
- sono pazzo
- non sono fatto così , è un periodo
- è un periodo
- non fare promesse che non puoi mantenere
- non è colpa di nessuno
- sono cose che accadono
- passerà
- ti amo
- sono tutti uguali
- io sono migliore
- non sei tu , sono io.
- non avrei mai fatto una cosa del genere
- ma stai scherzando?
- non ti verrò in bocca
- per sempre
- non ti preoccupare
- non ti tradirei mai
- non capisco
- non capiterà mai
- ti chiamo io
- ci sentiamo
- ti voglio bene
- non dipende da me
- che colpa ne ho io?
- vuoi venire anche tu?
- mi farebbe piacere che tu me lo dicessi
- ho sbagliato tutto
- è solo colpa mia
- sei venuta?
- non ti costringerei mai a farlo
- ti lascerei prima
- non lo farei mai!
- ma sei impazzito?
- quanto sto per venire te lo dico
- per chi mi hai preso?
- se hai bisogno di me, sono qui
- non ti verrei mai addosso
- non posso farmi sentire
- si che non mi piace
- impossibile
- faresti sesso con me?
- non dimostri abbastanza affetto
- perché la stavi guardando?
- non mi parlare mai più
- non voglio mai più rivederti
- a me non importa
- può fare quello che vuole della sua vita
- perché fai così?
- tu non capisci
- sono fatto così, non ci posso fare niente
- non ti dimenticare
- lo farò
- davvero?
- diciamo sempre le stesse cose
- siamo troppo diversi
- neanche morto
- quel libro è fantastico
- è proprio un bel film
- ma come non l'hai visto?
- non ti capisco
- non avere paura
- non lo puoi fare
- come hai potuto tradirmi?
- esci dalla mia vita
- non ti credo
- stai studiando?
- mi vieni a prendere?
- e lui ti piace?
- sei strano
- anche io
- non sei come tutti gli altri
- ti odio
- non è quello che credi
- mi sono scocciato
- hai bevuto?
- sono andato a ballare
- che ci fai ancora sveglio?
- la prendi troppo sul personale
- sei pesante
- non fare la parte
- mi devo iscrivere in palestra
- ci stiamo frequentando
- pago io
- grazie
- è una delle mie canzoni preferite
- ho bisogno di parlarti
- sono nervoso
- sembri più grande
- sei un bambino
- sei un'imbecille
- a volte non ti sopporto
- come ho fatto a stare tutto questo tempo con te?
- vado a correre
- forse non è il momento adatto
- no ,non è colpa tua
- non lo dirò a nessuno
- tranquillo si sistemerà tutto
- tranquilla si sistemerà tutto
- è già successo altre volte, ci sono abituato tutto si aggiusterà
- sono pazzo
- non sono fatto così , è un periodo
- è un periodo
- non fare promesse che non puoi mantenere
- non è colpa di nessuno
- sono cose che accadono
- passerà
- ti amo
- sono tutti uguali
- io sono migliore
- non sei tu , sono io.
- non avrei mai fatto una cosa del genere
- ma stai scherzando?
- non ti verrò in bocca
- per sempre
- non ti preoccupare
- non ti tradirei mai
- non capisco
- non capiterà mai
- ti chiamo io
- ci sentiamo
- ti voglio bene
- non dipende da me
- che colpa ne ho io?
- vuoi venire anche tu?
- mi farebbe piacere che tu me lo dicessi
- ho sbagliato tutto
- è solo colpa mia
- sei venuta?
- non ti costringerei mai a farlo
- ti lascerei prima
- non lo farei mai!
- ma sei impazzito?
- quanto sto per venire te lo dico
- per chi mi hai preso?
- se hai bisogno di me, sono qui
- non ti verrei mai addosso
- non posso farmi sentire
- si che non mi piace
- impossibile
- faresti sesso con me?
- non dimostri abbastanza affetto
- perché la stavi guardando?
- non mi parlare mai più
- non voglio mai più rivederti
- a me non importa
- può fare quello che vuole della sua vita
- perché fai così?
- tu non capisci
- sono fatto così, non ci posso fare niente
- non ti dimenticare
- lo farò
- davvero?
- diciamo sempre le stesse cose
- siamo troppo diversi
- neanche morto
- quel libro è fantastico
- è proprio un bel film
- ma come non l'hai visto?
- non ti capisco
- non avere paura
- non lo puoi fare
- come hai potuto tradirmi?
- esci dalla mia vita
- non ti credo
- stai studiando?
- mi vieni a prendere?
- e lui ti piace?
- sei strano
- anche io
- non sei come tutti gli altri
- ti odio
- non è quello che credi
- mi sono scocciato
- hai bevuto?
- sono andato a ballare
- che ci fai ancora sveglio?
- la prendi troppo sul personale
- sei pesante
- non fare la parte
- mi devo iscrivere in palestra
- ci stiamo frequentando
- pago io
- grazie
- è una delle mie canzoni preferite
- ho bisogno di parlarti
- sono nervoso
- sembri più grande
- sei un bambino
- sei un'imbecille
- a volte non ti sopporto
- come ho fatto a stare tutto questo tempo con te?
- vado a correre
domenica 6 gennaio 2013
"The Policy Of Truth". Parole sulla verità.
Stasera si parte con il titolo di un brano dei Depeche Mode.
Oramai io stesso mi sto meravigliando della frequenza con cui sto inserendo post su questa landa desolata chiamata blog.
Di cosa si parla, insomma? Si parla appunto di verità, la verità che c'è dietro non il tutto, non sono mica Morpheus (Matrix n.b.). Parlo della piccola verità che c'è dietro questa frequenza.
Non è proprio una verità, è più una qualità.
Autostima. Fiducia. Sicurezza. Chiamatela come volete voi, è una e trina. E' una o l'altra o l'altra ancora, poco importa, il senso è quasi lo stesso.
Vi sto parlando del potere che la fiducia (o sicurezza o autostima) ha su di noi.
Un po più di fiducia nelle nostre scelte ci permetterebbe di fare ed ottenere molte più cose di quanto la nostra scarsa confidenza con la stessa non ci fa di fatto ottenere. Guardate questo blog, ne è un esempio . Ho ricevuto due apprezzamenti particolari e Boom eccola che parte la scheggia.
E' tutto alla base , è una serie di sfortunati eventi. Sfortunati per chi non nasce con la giusta autostima, allora mi verrebbe da dire fortunati, in quanto sembra quasi un'epifania. Alla fine non lo so nemmeno io che cosa sto dicendo, ma il senso di continuità penso l'abbiate colto, no?
Guardate come l'autostima vi fotte. Senza autostima non chiederete mai a quella ragazza Bionda, alta poco meno di voi, con gli occhi azzurri cielo, forme splendide, che vi fissa sul pullman o sulla metro, il suo nome o un qualsiasi altra cosa.
Senza fiducia non investirete mai denaro, non sarete mai ricchi. Senza sicurezza non sarete mai certi.
Senza tutto ciò non sarete mai felici.
Tutto questo gioco introverso e raccapricciante, vale la candela del non-rischio?
Io dico di no.
Io dico che bisogna correre il rischio di fare una brutta figura , di cercare di essere contenti e soddisfatti, privati di qualsiasi dubbio. Se non fottete voi stessi, se non vi prendete per il culo con un po di finto coraggio, sarà l'insicurezza a fottervi.
E come si sa, a nessuno piace essere fottuto.
O almeno a noi uomini.
The policy of truth
Oramai io stesso mi sto meravigliando della frequenza con cui sto inserendo post su questa landa desolata chiamata blog.
La politica della verità.
Di cosa si parla, insomma? Si parla appunto di verità, la verità che c'è dietro non il tutto, non sono mica Morpheus (Matrix n.b.). Parlo della piccola verità che c'è dietro questa frequenza.
Non è proprio una verità, è più una qualità.
Autostima. Fiducia. Sicurezza. Chiamatela come volete voi, è una e trina. E' una o l'altra o l'altra ancora, poco importa, il senso è quasi lo stesso.
Vi sto parlando del potere che la fiducia (o sicurezza o autostima) ha su di noi.
Un po più di fiducia nelle nostre scelte ci permetterebbe di fare ed ottenere molte più cose di quanto la nostra scarsa confidenza con la stessa non ci fa di fatto ottenere. Guardate questo blog, ne è un esempio . Ho ricevuto due apprezzamenti particolari e Boom eccola che parte la scheggia.
E' tutto alla base , è una serie di sfortunati eventi. Sfortunati per chi non nasce con la giusta autostima, allora mi verrebbe da dire fortunati, in quanto sembra quasi un'epifania. Alla fine non lo so nemmeno io che cosa sto dicendo, ma il senso di continuità penso l'abbiate colto, no?
Guardate come l'autostima vi fotte. Senza autostima non chiederete mai a quella ragazza Bionda, alta poco meno di voi, con gli occhi azzurri cielo, forme splendide, che vi fissa sul pullman o sulla metro, il suo nome o un qualsiasi altra cosa.
Senza fiducia non investirete mai denaro, non sarete mai ricchi. Senza sicurezza non sarete mai certi.
Senza tutto ciò non sarete mai felici.
Tutto questo gioco introverso e raccapricciante, vale la candela del non-rischio?
Io dico di no.
Io dico che bisogna correre il rischio di fare una brutta figura , di cercare di essere contenti e soddisfatti, privati di qualsiasi dubbio. Se non fottete voi stessi, se non vi prendete per il culo con un po di finto coraggio, sarà l'insicurezza a fottervi.
E come si sa, a nessuno piace essere fottuto.
O almeno a noi uomini.
The policy of truth
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Gli account Twitter che mi fanno svenire dalle risate , solo per il loro nome :
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- @Dio
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In continuo aggiornamento E se ne avete qualcuno voi , segnalatelo!
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sabato 5 gennaio 2013
Justice - Un duo francese di adrenalina pura.
I Justice (al tempo Francese Giàstìss) sono un duo Francese composto da Gaspard Augé e Xavier de Rosnay di musica Elettronica (ma non propriamente detta) nato nel 2003. Dedico un post a loro in quanto in Italia , soprattutto da Roma in giù , non sono poi tanto conosciuti. Lo so , lo so, molti di voi li conoscono, ma purtroppo siamo gli unici.
Uniscono quel pizzico di Rock alla musica Elettronica contemporanea. E' evidente che le loro basi comprendano musica Rock e Metal , ma anche una grande propensione al Piano ed a elementi di musica prettamente strumentale.
Hanno suonato pezzi di successo come D.A.N.C.E. e STRESS il cui video a suo tempo fece discutere non poco di se.
E' un duo che mi ha sempre riempito il cervello e il corpo di adrenalina, che è in perfetta linea con i miei gusti musicali, che anch'essendo , a loro modo commerciali , durante i Live fanno saltare tutto in aria. E non parlo per sentito dire o per sentito Youtube , ma perché li ho sentiti dal vivo durante il Luglio scorso ed è stata una delle esperienze più divertenti della mia vita, nonché memorabili.
Loro sono quel classico gruppo che scopri per caso ma di cui poi ti innamori profondamente, un po' come i The Bloody Beetroots , un altro gruppo di musica elettronica tra l'altro molto simile ai Justice ma meno commerciali e più "duri".
Mi capitò per la prima volta di ascoltarli grazie ad una pubblicità di Assassin's Creed , se non erro del primo titolo , il cui soundtrack era Genesis , il primo brano del loro primo album intitolato Cross (In realtà è mostrata solo una croce -> † ) e da allora non sono mai riuscito a staccarmene , parlo di più o meno 3 anni fa .
Tutt'oggi continuo ad ascoltarli, con la stessa passione , nonostante il secondo album "Audio , Video ,Disco " non l'abbia mai ritenuto un successo pari al primo.
Tra Cross ed il secondo album in realtà è stato registrato "A cross the universe" una registrazione del loro live tour , che per quanto mi riguarda, è adrenalina pura. E' un album senza esclusione di colpi ed ha un andamento che un matematico definirebbe sinusoidale , per la presenza di forti sbalzi ed opposizioni sonore.
Il titolo è un gioco di parole , Across - a cross , ovvero "attraverso" e "una croce" , immagino proprio per indicare il fatto che fosse un tour.
Insomma, è un duo che credo e continuerà a fare bene, spero di risentirli prima o poi in vita mia dal vivo, ma intanto mi accontento degli album sul mio iPod. Intanto vi lascio uno dei pezzi finali del loro album live che, anche se scorporato dal resto (andrebbe infatti sentito tutto di seguito) fa la sua bella figura.
Se vi dovesse capitare di ascoltarli, vorrei sapere se avete provato le mie stesse emozioni.
"Do the D.A.N.C.E"
venerdì 4 gennaio 2013
Se C'è.
Se c'è qualcuno che legge, si scrive. Se c'è qualcuno che ascolta, si parla.
Se c'è qualcuno che suona, si sente.
Breat Easton Ellis agli sgoccioli degli anni 80 , mentre i fatidici 90 si avvicinavano , precisamente nel 1985, sussurrava quello che era il manifesto della generazione che stava crescendo :
La generazione
La generazione che cresceva negli anni 80, che esplodeva nei 90 non aveva nulla , assolutamente nulla, da perdere.
Ma se è per questo non aveva nulla anche da guadagnare , era nichilista, ma cosa più importante, annichilita. Questo che sembra un gioco di parole è invece il quadro di quella situazione , mi spiego ; il nichilismo (quello di cui parliamo nello specifico) è una sorta di dottrina che pone al centro di tutto la negazione di qualunque valore , l'assenza completa di sensibilità ed emozioni.
Se era nichilista per questa ragione, era stata Annichilita invece da quelle che non sono ragioni, ma bensì cose. Di che "cose" stiamo parlando è facile intuire, ovviamente dal denaro e l'onnipotenza che ne deriva. Le "cose" che hanno annullato una generazione, si riducono a due semplici elementi, l'uno direttamente conseguente all'altro. Gli adolescenti della California dei primi anni 90 vivevano con la consapevolezza di potersi permettere tutto, di essere onnipotenti e onnipossenti. Ma tutto ciò per loro non era molto , non era nemmeno troppo. Era abbastanza. Per loro non era tutto, nonostante potessero possederlo, per loro non lo era. Volendo parafrasare , era un troppo che non era mai abbastanza.
Ancora oggi
Sono trascorsi circa 30 anni e seppur in maniera differente e meno enfatica, io questa situazione me la trovo di fianco. Me la trovo davanti agli occhi e , pur non potendo possedere tutto, ne soffro.
E' inutile continuare a lamentarsene, è utile però riuscire a rendersene conto. Si potrebbe iniziare a fare la solita lista della spesa ; Ragazzine di 15 anni con l'iPhone e la macchina fotografica da migliaia di euro, il ragazzino di 18 anni con la BMW compratagli il giorno prima che diventasse maggiorenne, droga puttane e tutte le paternali del cazzo del mondo. Ma questa è l'ennesima lista inutile, di certo la verginella non butterà nè la sua macchina fotografica né rinuncerà al suo iPhone, idem il ragazzo di certo non vorrà la Panda , invece che la BMW. Probabilmente non rinuncerei nemmeno io. Sarebbe una lamentela ipocrita e inutile.
Però il tasto su cui vorrei continuare a battere è che per quanto possa essere inutile criticare, è importante osservare. Io lo sto facendo, lo faccio quotidianamente, mi viene la nausea quando cammino per strada, quando passeggio per i baretti il sabato sera o quando vado a ballare. Posso mai continuare a criticare tutti, risultando solo un cattivo bruto odiatore? No.
Però questa situazione non la reggo più.
E ne ho il vomito.
Se c'è qualcuno che suona, si sente.
Breat Easton Ellis agli sgoccioli degli anni 80 , mentre i fatidici 90 si avvicinavano , precisamente nel 1985, sussurrava quello che era il manifesto della generazione che stava crescendo :
- Se vuoi fare qualcosa, falla. Se vuoi prendere qualcosa, prendila - Ma questo non è giusto - Si , ma cosa ho da perdere? Niente.-
La generazione
La generazione che cresceva negli anni 80, che esplodeva nei 90 non aveva nulla , assolutamente nulla, da perdere.
Ma se è per questo non aveva nulla anche da guadagnare , era nichilista, ma cosa più importante, annichilita. Questo che sembra un gioco di parole è invece il quadro di quella situazione , mi spiego ; il nichilismo (quello di cui parliamo nello specifico) è una sorta di dottrina che pone al centro di tutto la negazione di qualunque valore , l'assenza completa di sensibilità ed emozioni.
Se era nichilista per questa ragione, era stata Annichilita invece da quelle che non sono ragioni, ma bensì cose. Di che "cose" stiamo parlando è facile intuire, ovviamente dal denaro e l'onnipotenza che ne deriva. Le "cose" che hanno annullato una generazione, si riducono a due semplici elementi, l'uno direttamente conseguente all'altro. Gli adolescenti della California dei primi anni 90 vivevano con la consapevolezza di potersi permettere tutto, di essere onnipotenti e onnipossenti. Ma tutto ciò per loro non era molto , non era nemmeno troppo. Era abbastanza. Per loro non era tutto, nonostante potessero possederlo, per loro non lo era. Volendo parafrasare , era un troppo che non era mai abbastanza.
Ancora oggi
Sono trascorsi circa 30 anni e seppur in maniera differente e meno enfatica, io questa situazione me la trovo di fianco. Me la trovo davanti agli occhi e , pur non potendo possedere tutto, ne soffro.
E' inutile continuare a lamentarsene, è utile però riuscire a rendersene conto. Si potrebbe iniziare a fare la solita lista della spesa ; Ragazzine di 15 anni con l'iPhone e la macchina fotografica da migliaia di euro, il ragazzino di 18 anni con la BMW compratagli il giorno prima che diventasse maggiorenne, droga puttane e tutte le paternali del cazzo del mondo. Ma questa è l'ennesima lista inutile, di certo la verginella non butterà nè la sua macchina fotografica né rinuncerà al suo iPhone, idem il ragazzo di certo non vorrà la Panda , invece che la BMW. Probabilmente non rinuncerei nemmeno io. Sarebbe una lamentela ipocrita e inutile.
Però il tasto su cui vorrei continuare a battere è che per quanto possa essere inutile criticare, è importante osservare. Io lo sto facendo, lo faccio quotidianamente, mi viene la nausea quando cammino per strada, quando passeggio per i baretti il sabato sera o quando vado a ballare. Posso mai continuare a criticare tutti, risultando solo un cattivo bruto odiatore? No.
Però questa situazione non la reggo più.
E ne ho il vomito.
mercoledì 2 gennaio 2013
(non) E' possibile vivere da soli.
Ieri è nata una discussione sul fatto che fosse possibile o meno vivere da soli. Fondamentalmente la risposta potrebbe essere un semplice "no" , ma sarebbe anche un po' banale, in fondo, come deduzione.
Analizzando la risposta opposta, difatti, si giunge facilmente alla conclusione che, a meno che non si è eremiti, è difficoltoso vivere senza relazionarsi con gli altri.
Non mi dilungherò troppo su questo aspetto, perché preferirei approfondirlo in un altro post anche perché ne sono un assiduo perseguitore e vorrei sapere anche voi, cosa ne pensate.
Ritornando alla risposta "esatta" questa si presta necessariamente ad un'analisi profonda. Non è così facile, infatti, capire in che modo siamo profondamente legati agli altri e , di conseguenza, non è altrettanto semplice rispondere con quel famoso "no".
Chiunque è ed è solo in relazione agli altri, solo grazie al ruolo che egli assume in base agli altri individui, in base alla società. E' (scusate l'apostrofo, non trovo la "è" maiuscola) in base alla formazione coltivata dall'esperienza derivata dal confronto.
Tutto ciò non ha un fondo eccessivamente innovativo ma quanti di voi si sono fermati a pensarci? Quanti altri gli hanno dato il giusto peso?
Ad ogni modo, pensate ad ogni gesto che compiete nella vostra giornata, a qualsiasi decisione prendete (e prenderete) nella vostra vita, pensate se siete mai riusciti a essere ,completamente ed in qualsiasi aspetto , scorporati e "unici" rispetto agli altri.
Pensateci.
Avete mai deciso qualcosa che non fosse, anche minimamente, influenzata da qualcosa?
Io non credo, ma vorrei che qualcuno mi contraddicesse, anche perché cerco continuamente di dimostrare il contrario, spesso con scarsi risultati.
Vorrei una serie di risposte ad un post che può apparire banale ma che , a mio parere, evidenzia la critica dipendenza dell'essere umano nei confronti del prossimo.
Analizzando la risposta opposta, difatti, si giunge facilmente alla conclusione che, a meno che non si è eremiti, è difficoltoso vivere senza relazionarsi con gli altri.
Non mi dilungherò troppo su questo aspetto, perché preferirei approfondirlo in un altro post anche perché ne sono un assiduo perseguitore e vorrei sapere anche voi, cosa ne pensate.
Ritornando alla risposta "esatta" questa si presta necessariamente ad un'analisi profonda. Non è così facile, infatti, capire in che modo siamo profondamente legati agli altri e , di conseguenza, non è altrettanto semplice rispondere con quel famoso "no".
Chiunque è ed è solo in relazione agli altri, solo grazie al ruolo che egli assume in base agli altri individui, in base alla società. E' (scusate l'apostrofo, non trovo la "è" maiuscola) in base alla formazione coltivata dall'esperienza derivata dal confronto.
Tutto ciò non ha un fondo eccessivamente innovativo ma quanti di voi si sono fermati a pensarci? Quanti altri gli hanno dato il giusto peso?
Ad ogni modo, pensate ad ogni gesto che compiete nella vostra giornata, a qualsiasi decisione prendete (e prenderete) nella vostra vita, pensate se siete mai riusciti a essere ,completamente ed in qualsiasi aspetto , scorporati e "unici" rispetto agli altri.
Pensateci.
Avete mai deciso qualcosa che non fosse, anche minimamente, influenzata da qualcosa?
Io non credo, ma vorrei che qualcuno mi contraddicesse, anche perché cerco continuamente di dimostrare il contrario, spesso con scarsi risultati.
Vorrei una serie di risposte ad un post che può apparire banale ma che , a mio parere, evidenzia la critica dipendenza dell'essere umano nei confronti del prossimo.
"Detesta il prossimo tuo"(Era proprio così?)
Pensando #1 - Aforisma
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