[ ... ]Quanto poteva essere banale questa cosa? Avevo una vita noiosa, scrivevo stronzate, scrivo stronzate. Apro il portatile mentre la tivù nel sottofondo continua a blaterare stronzate. Ho comprato “Il Lercio” di Welsh e “Storie di Ordinaria Follia” di Bukovsky. Leggo sempre gli stessi autori, per ora.
Un giorno la stronza a scuola mi aveva chiesto quale sarebbe stato, se l’avevo scelto, il tema centrale della mia mappa concettuale. Stavo in quinta, mi ero dimenticato di dirvelo. Avevo pensato che portando un libro, oltre che rappresentare una delle mie più grandi passioni, avrebbe potuto colpire la commissione , checcazzo ne so, un qualcosa tipo intellettuale. Vabbè. Comunque le dissi che avrei voluto portare “Glamorama” di Ellis e lei mi disse che era una bella palla di libro. Ma dico, cristo santo, che cazzo di educazione è? Come cazzo ti permetti di comportarti così con un tuo alunno? Intanto quel figlio di puttana con quelle 730 e passa pagine ha guadagnato quanto un fottutissimo professore dimmerda non potrebbe accumulare nemmeno con 40 anni di servizio, decerebrati – oppressi – falliti. Del cazzo. Disse che avevo obbligato tutta il fottutissimo consiglio dei docenti a leggere quel cazzo di libro che nessuno aveva avuto il cazzutissimo piacere di leggere, forse quella grandissima troia succhia palle del cazzo, amava sditalarsi su quel frocio rottinculo di Leopardi, che non faceva altro che tirar giù la sua gobba merdosa perché troppo impegnato a tirarsi le seghe e a guardata quanto aveva piccolo il pesce oppure su quell’altro coglione di Montale che nonostante scopasse, avesse i soldi, non aveva nessun merdosissimo problema fisico (forse mentale) accusava il “Male di vivere”.
mercoledì 6 ottobre 2010
Vivono di.
Vivono di facebook, vivono con lui, parlano con lui, gli confidano i fatti della giornata, e condividono sempre con lui le foto e le emozioni delle cose passate o recenti. Lo portano sempre con loro sugli iPhone o sugli iTouch , spendono centinaia di euro l’anno di “internet” (che per loro si risolve in Fb ) per contratti sui loro cellulari di ultimissima generazione.
Devono informare, devono essere informate costantemente di ciò che sta succedendo vicino o lontano da loro, all’amico più o meno amato, all’amico più o meno schifato. Spiano, parlano, si aggiornano con febbricitante eccitazione e godono nel vedere aggiornare le notizie “più recenti”.
Si arrabbiano. Si vantano. Mettono in mostra immagini di sé stesse, cercano consensi, cercano un “mi piace” in più, sfogano, sfidano, ricercano , odiano, bramano, temono, desiderano.
Devono informare, devono essere informate costantemente di ciò che sta succedendo vicino o lontano da loro, all’amico più o meno amato, all’amico più o meno schifato. Spiano, parlano, si aggiornano con febbricitante eccitazione e godono nel vedere aggiornare le notizie “più recenti”.
Si arrabbiano. Si vantano. Mettono in mostra immagini di sé stesse, cercano consensi, cercano un “mi piace” in più, sfogano, sfidano, ricercano , odiano, bramano, temono, desiderano.
Continueranno così. Per mesi.
In un rapporto univoco di dipendenza anti-reciproca.
Triste.
domenica 3 ottobre 2010
Hardbar Times
Parlano, senza sosta, discutono, ciarlano, sorseggiano dal cocktail che hanno da circa due ore in mano e di cui non sentono nemmeno più il sapore e parlano. Parlano ancora.
Vestiti uguali, imitatori della moda cercano di apparire belli,unici, originali, entusiasti, spensierati. Parlano. Si fanno fighi, si fanno fighe.
L'importante è parlare.
Camicia, pantalone stretto, giacca, o maglietta slabrata, giacca scialba, scarpe incomprensibili. Si abbracciano si guardano si odiano , continuano a bere la stessa cosa da ora e parlano . Sono fermi lì, impalati come fissi con un chiodo alla terra. Si sentono osservati, vogliono osservare farsi guardare notare giudicare . Apprezzare.
L'importante non è cosa dicono, ma che parlino.
Si beve acqua, a litri, le bocche sono asciutte, devono parlare pisciare fumare. La strada è un fiume di cenere.
Parlano e bevono, ma non si ubriacano . Fumano.
Parlano.
L'importante non è cosa fare - E' parlare.
Parlare.
Un'altra bottiglia d'acqua ed un'altra ancora. Il bagno, la musica muta che nessuno ha il coraggio di ascoltare ma che tutti inevitabilmente sentono - ci parlano sopra.
Parlano. Lentamente le parole muoiono.
Vestiti uguali, imitatori della moda cercano di apparire belli,unici, originali, entusiasti, spensierati. Parlano. Si fanno fighi, si fanno fighe.
L'importante è parlare.
Camicia, pantalone stretto, giacca, o maglietta slabrata, giacca scialba, scarpe incomprensibili. Si abbracciano si guardano si odiano , continuano a bere la stessa cosa da ora e parlano . Sono fermi lì, impalati come fissi con un chiodo alla terra. Si sentono osservati, vogliono osservare farsi guardare notare giudicare . Apprezzare.
L'importante non è cosa dicono, ma che parlino.
Si beve acqua, a litri, le bocche sono asciutte, devono parlare pisciare fumare. La strada è un fiume di cenere.
Parlano e bevono, ma non si ubriacano . Fumano.
Parlano.
L'importante non è cosa fare - E' parlare.
Parlare.
Un'altra bottiglia d'acqua ed un'altra ancora. Il bagno, la musica muta che nessuno ha il coraggio di ascoltare ma che tutti inevitabilmente sentono - ci parlano sopra.
Parlano. Lentamente le parole muoiono.
venerdì 1 ottobre 2010
Deal : il Re del poker.
Deal : il Re del poker.
Penso che il produttore e il regista debbano tagliarsi le palle a vicenda, a partire dal fatto che chi ne sa un minimo di poker, o meglio di hold-em sà che nel film al tavolo se ne fanno di stronzate nel film, non si è mai visto un check e un rilancio, prima del flop! Ma dico io, un attimo di attenzione cristo come si fa a essere così stupidi. Bah, vabè.
Tralasciando il finale , uguale a quello di "Lucky You" altro film del cazzo sul poker, dove il giovane fa vincere il vecchio, i protagonisti sono scontati il ragazzino indisponente che dal nulla dopo che gioca da 3 anni a poker boom e arriva 2° al WPT e il vecchiardo che ha lasciato il gioco per amore della moglie perchè si era fottuto tutti i soldi al poker da giovane. Dovrebbe essere un film sul poker, eppure i flop sono sempre a favore dei nostri eroi , si vedono pochi colpi di scena e un bel vissero felicii e contenti.
Insomma, semmai doveste sprecare un'ora e ventidue della vostra vita, non fatelo guardando questo film.
Per quanto mi riguarda ho sprecato tanto tempo, che oramai non ci faccio nemmeno più caso.
Good night all
Penso che il produttore e il regista debbano tagliarsi le palle a vicenda, a partire dal fatto che chi ne sa un minimo di poker, o meglio di hold-em sà che nel film al tavolo se ne fanno di stronzate nel film, non si è mai visto un check e un rilancio, prima del flop! Ma dico io, un attimo di attenzione cristo come si fa a essere così stupidi. Bah, vabè.
Tralasciando il finale , uguale a quello di "Lucky You" altro film del cazzo sul poker, dove il giovane fa vincere il vecchio, i protagonisti sono scontati il ragazzino indisponente che dal nulla dopo che gioca da 3 anni a poker boom e arriva 2° al WPT e il vecchiardo che ha lasciato il gioco per amore della moglie perchè si era fottuto tutti i soldi al poker da giovane. Dovrebbe essere un film sul poker, eppure i flop sono sempre a favore dei nostri eroi , si vedono pochi colpi di scena e un bel vissero felicii e contenti.
Insomma, semmai doveste sprecare un'ora e ventidue della vostra vita, non fatelo guardando questo film.
Per quanto mi riguarda ho sprecato tanto tempo, che oramai non ci faccio nemmeno più caso.
Good night all
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