mercoledì 6 ottobre 2010

Vivono di.


Vivono di facebook, vivono con lui, parlano con lui, gli confidano i fatti della giornata, e condividono sempre con lui le foto e le emozioni delle cose passate o recenti. Lo portano sempre con loro sugli iPhone o sugli iTouch , spendono centinaia di euro l’anno di “internet” (che per loro si risolve in Fb ) per contratti sui loro cellulari di ultimissima generazione.
Devono informare, devono essere informate costantemente  di ciò che sta succedendo vicino o lontano da loro, all’amico più o meno amato, all’amico più o meno schifato. Spiano, parlano, si aggiornano con febbricitante eccitazione e godono nel vedere aggiornare le notizie “più recenti”.
Si arrabbiano. Si vantano. Mettono in mostra immagini di sé stesse, cercano consensi, cercano un “mi piace” in più, sfogano, sfidano, ricercano , odiano, bramano, temono, desiderano. 
Continueranno così. Per mesi.
In un rapporto univoco di dipendenza anti-reciproca. 
Triste.


2 commenti:

  1. ti rendi conto che hai fatto, o stai facendo pubblicità a questo blog su facebook? ora, quello che vuoi tu, facebook è monopolizzatore di menti e tempo, ma il mio consiglio è questo: quando scrivi una critica alla società si presuppone che tu sia lucido e la stia guardando dall'esterno, ok? quindi non serve sottolineare il fatto che tu sia fuori dal meccanismo che critichi utilizzando "LORO" come oggetto della tua critica. in questo modo assumi un doppio atteggiamento di distacco, che, agli occhi di chi legge, può sembrare presuntuoso.

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  2. Non ho capito nè se sei Cataffo ne quello che volevi dire

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