mercoledì 10 novembre 2010

La vita sfuggendo tra le dita..

E' tutto un pò confuso.
Le luci disturbano, non sono nè troppo forti nè troppo deboli, sono amare.
La discoteca e piccola ma si balla, si beve, ci sono gli altri , ci sono io.
Lo stato di coscienza và leggermente degenerando, il senso di cognizione del tempo e delle circostanze sta lentamente anch'esso scemando. Mi fermo. Stasera non c'è bisogno. Và bene così.
Le ore sembrano scandite attraverso diapositive di un film muto, al posto delle didascalie c'è il labbiale di ogni persona zittita dal volume alto della musica. Le didascalie sembrano sfrecciarmi davanti agli occhi come enormi messaggi scritti da un computer per gente quasi cieca.
Le movenze sono confuse, sensuali. Gli ormoni sembrano camminare da un sesso all'altro con una facilità inaudita ma al contempo senza nemmeno lontanamente concretizzarsi in un approccio. E' tutta una cosa visiva, sensazionale (dei sensi) , quasi sembra Animale. Bestiale.
Non c'è bisogno che assista a tutto ciò.
Spengo il tutto come una sigaretta bruciata calpestata dalla scarpa sull'asfalto bagnato.
Non c'è più bisogno.
No. Non credo di averne Bisogno.

mercoledì 6 ottobre 2010

[...]

[ ... ]Quanto poteva essere banale questa cosa? Avevo una vita noiosa, scrivevo stronzate, scrivo stronzate. Apro il portatile mentre la tivù nel sottofondo continua a blaterare stronzate. Ho comprato “Il Lercio” di Welsh e “Storie di Ordinaria Follia” di Bukovsky. Leggo sempre gli stessi autori, per ora.
Un giorno la stronza a scuola mi aveva chiesto quale sarebbe stato, se l’avevo scelto, il tema centrale della mia mappa concettuale. Stavo in quinta, mi ero dimenticato di dirvelo. Avevo pensato che portando un libro, oltre che rappresentare una delle mie più grandi passioni, avrebbe potuto colpire la commissione , checcazzo ne so, un qualcosa tipo intellettuale. Vabbè. Comunque le dissi che avrei voluto portare “Glamorama” di Ellis e lei mi disse che era una bella palla di libro. Ma dico, cristo santo, che cazzo di educazione è? Come cazzo ti permetti di comportarti così con un tuo alunno? Intanto quel figlio di puttana con quelle 730 e passa pagine ha guadagnato quanto un fottutissimo professore dimmerda non potrebbe accumulare nemmeno con 40 anni di servizio, decerebrati – oppressi – falliti. Del cazzo. Disse che avevo obbligato tutta il fottutissimo consiglio dei docenti a leggere quel cazzo di libro che nessuno aveva avuto il cazzutissimo piacere di leggere, forse quella grandissima troia succhia palle del cazzo, amava sditalarsi su quel frocio rottinculo di Leopardi, che non faceva altro che tirar giù la sua gobba merdosa perché troppo impegnato a tirarsi le seghe e a guardata quanto aveva piccolo il pesce oppure su quell’altro coglione di Montale che nonostante scopasse, avesse i soldi, non aveva nessun merdosissimo problema fisico (forse mentale) accusava il “Male di vivere”.   

Vivono di.


Vivono di facebook, vivono con lui, parlano con lui, gli confidano i fatti della giornata, e condividono sempre con lui le foto e le emozioni delle cose passate o recenti. Lo portano sempre con loro sugli iPhone o sugli iTouch , spendono centinaia di euro l’anno di “internet” (che per loro si risolve in Fb ) per contratti sui loro cellulari di ultimissima generazione.
Devono informare, devono essere informate costantemente  di ciò che sta succedendo vicino o lontano da loro, all’amico più o meno amato, all’amico più o meno schifato. Spiano, parlano, si aggiornano con febbricitante eccitazione e godono nel vedere aggiornare le notizie “più recenti”.
Si arrabbiano. Si vantano. Mettono in mostra immagini di sé stesse, cercano consensi, cercano un “mi piace” in più, sfogano, sfidano, ricercano , odiano, bramano, temono, desiderano. 
Continueranno così. Per mesi.
In un rapporto univoco di dipendenza anti-reciproca. 
Triste.

domenica 3 ottobre 2010

Hardbar Times

Parlano, senza sosta, discutono, ciarlano, sorseggiano dal cocktail che hanno da circa due ore in mano e di cui non sentono nemmeno più il sapore e parlano. Parlano ancora.
Vestiti uguali, imitatori della moda  cercano di apparire belli,unici, originali, entusiasti, spensierati. Parlano. Si fanno fighi, si fanno fighe.
L'importante è parlare.
Camicia, pantalone stretto, giacca, o maglietta slabrata, giacca scialba, scarpe incomprensibili. Si abbracciano si guardano si odiano , continuano a bere la stessa cosa da ora e parlano . Sono fermi lì, impalati come fissi con un chiodo alla terra. Si sentono osservati, vogliono osservare farsi guardare notare giudicare . Apprezzare.
L'importante non è cosa dicono, ma che parlino.
Si beve acqua, a litri, le bocche sono asciutte, devono parlare pisciare fumare. La strada è un fiume di cenere.
Parlano e bevono, ma non si ubriacano . Fumano.
Parlano.
L'importante non è cosa fare - E' parlare.
Parlare.
Un'altra bottiglia d'acqua ed un'altra ancora. Il bagno, la musica muta che nessuno ha il coraggio di ascoltare ma che tutti inevitabilmente sentono - ci parlano sopra.
Parlano. Lentamente le parole muoiono.

venerdì 1 ottobre 2010

Deal : il Re del poker.

Deal : il Re del poker.

Penso che il produttore e il regista debbano tagliarsi le palle a vicenda, a partire dal fatto che chi ne sa un minimo di poker, o meglio di hold-em sà che nel film al tavolo se ne fanno di stronzate nel film, non si è mai visto un check e un rilancio, prima del flop! Ma dico io, un attimo di attenzione cristo come si fa a essere così stupidi. Bah, vabè.
Tralasciando il finale , uguale a quello di "Lucky You" altro film del cazzo sul poker, dove il giovane fa vincere il vecchio, i protagonisti sono scontati il ragazzino indisponente che dal nulla dopo che gioca da 3 anni a poker boom e arriva 2° al WPT e il vecchiardo che ha lasciato il gioco per amore della moglie perchè si era fottuto tutti i soldi al poker da giovane. Dovrebbe essere un film sul poker, eppure i flop sono sempre a favore dei nostri eroi , si vedono pochi colpi di scena e un bel vissero felicii e contenti.
Insomma, semmai doveste sprecare un'ora e ventidue della vostra vita, non fatelo guardando questo film.
Per quanto mi riguarda ho sprecato tanto tempo, che oramai non ci faccio nemmeno più caso.
Good night all

mercoledì 29 settembre 2010

Ehy, Mr Moody!

Sto rivedendo tutte e tre le stagioni di Californication , una serie televisiva trasmessa in Italia circa verso la mezzanotte (sisi per via delle scopate e delle parolacce) solo per due terzi. Io la rivedo Inglese, è forte, le voci sono ganze e soprattutto sentir parlare Hank Moody e Charlie Runkle in Italiano, te lo fa venire moscio.
Insomma, io odio questo blog, in realtà non so nemmeno per quale ragione mi sia venuto in mente di aprirlo. Ah si mi ricordo, mi hanno convinto a farlo e mi sono detto - Dato che non ascolto mai che cazzo mi consiglia la gente, tantovale farlo una volta , no? - a quant pare è una mezza cagata sto coso qua.
Vorrei tanto una macchina da scrivere. Ma nessuno mi leggerebbe, no? Invece qui ho voi, cybercoglioni (come me, sia chiaro io sono il primo). Voi che vi smanettate sui porno o che parlate con l'amante su FacciaLibro (Facebook TM) o che vi smanettate su faccialibro.
Sembra tanto un sillogismo, sì.
Comunque. Per essere il mio primo pezzo, sembra che vi abbia già insultato abbastanza e credo che i miei amati "followers" non cresceranno più dello zero. Anzi, mi aspetto per domani un Meno Uno.
Cazzo, almeno una soddisfazione posso averla!
Buonanotte rotti in culo.
Fatevi un bel viaggio nel mondo dei vostri cazzo di sogni.

sabato 6 febbraio 2010

smettetela

Smettetela.
Si dico a voi, fate conto che ora abbiate la mia faccia di fronte i vostri occhi, che il mio riflesso si sia schiantato con violenza sulle vostre pupille , assicuratevi di essere attenti.
Si , se ancora non vi fosse chiaro il concetto, una volta tanto non parlo con il muro o con il mio blog o con un pubblico che (spero) abbia stimato o comunque letto con un minimo di interesse i miei post precedenti ed abbia deciso di tanto in tanto di pensare e quindi di decidere se il pensiero fosse condiviso o meno.
Questa volta sono diretto, perché sono stanco, stanco morto di vedervi fingere di avere cultura. Fingere di amare cose che si stanno amando per moda.
Non amate Trainspotting se non ne avete letto il libro, se non avete letto Colla se non avete letto il Lercio se non avete letto Porno. Trainspotting è un libro, quella cosa fatta di carta, con una copertina e tante pagine con in basso a destra la numerazione.
Non amate Fight Club se l'unica cosa che conoscete dello stesso, sono i link con le citazioni (che bada bene , sono quelle del film, non quelle del libro (quasi per fortuna, direi.) ) , se non conoscete Chuck Palaniuk .
Mi avete stancato.
Sono una persona altezzosa, ma mai in questo blog mi sono rivolto a voi in questa maniera arrogante , lo avrò fatto nella vita, ma in questo spazio ho sempre cercato di mantenere una certa vivibilità, ho sempre cercato di farmi leggere, ho cercato il dialogo (  e lo continuerò a fare sia chiaro ) o semplicemente ho cercato ( e trovato ) una valvola di sfogo.
Ma sono stanco.
Sono seccato di vedere voi, condividere brani di De André , quei due tre che conoscete. Andate in un cazzo di negozio e compratevi un disco , compratene la discografia, se proprio non riuscite a scaricarla da Youtube come siete usi fare. Non citatelo, si starà rivoltando nella tomba. Informatevi , se non sapete di chi si sta parlando, lasciatelo stare dove sta .
Molti di voi non sanno nemmeno chi sia Ellis, chi sia John Fante, chi sia De Lillo , cosa sia Meno di Zero , né che aspetto aveva quel puttaniere ubriacone di Bukowsky , eppure vivete in una dimensione che , il libro sopra citato , vi descrive con minuzia di particolari allucinante e vi dovrebbe far comprendere quanto siamo una merda. Non sapete un cazzo di tutto ciò , quindi, per carità e per pietà verso la carta, verso le lettere, smettete di seguire questa moda. Smettete di vedere film che solo una minoranza conosce per sentirvi acculturati, non lo siete. Informatevi su chi cazzo sia il regista del film che state per vedere e di cui tanto amerete parlare dicendo "Quel film è stupendo" "oddio non l'hai visto trainspotting?" "american beauty " .
Vedere film diversi , sentire musica diversa, non fa di voi persone acculturate, fa di voi persone che si amalgamano alla massa delle persone che si pavoneggiano di essere distaccati dalla massa.
E siete molto peggio di loro, quindi , ripeto, per pietà ,
Smettetela.