[...] entro nella metropolitana , timbro il biglietto, scendo ed inizio a camminare per il tunnel che porta ai binari, intanto sul lato destro del tunnel c'è un mendicante. Indosso le cuffie, ma riesco comunque a capire che sta blaterando qualcosa, per un momento ho l'istinto di prendere , caricare la gamba e sferrargli un violentissimo calcio sulla faccia e, immaginando la scena, immagino anche come potrebbe la sua faccia distruggersi, immagino il rumore della mascella che si frantuma e i denti, che rossi di sangue, cadono attoniti sul pavimento.
Continuo a camminare. Arrivo ai binari, scelgo il posto sulla panchina più vuota, mi siedo, accavallo le gambe,apro la borsa ed inizio a leggere il libro. Sto leggendo Imperial Bedrooms. Dopo circa dieci minuti sento , nonostante indossi le cuffie, che il treno è in arrivo. Arriva il treno e cerco con lo sguardo il vagone dove vi è meno gente possibile. Salgo sul treno. Continuando a leggere mi appoggio con la schiena su una delle pareti, noto la diffidenza dello sguardo di ogni persona. Spesso alzo lo sguardo dal libro che mantengo stretto tra le mani, mi accorgo che difronte a me , e nella mia parte di vagone , sono arrivate alcune persone. Una ragazza , di circa diciannove anni, non molto alta, grassa, capelli neri occhi color merda, si poggia con la schiena, sudata come la sua fronte, che gronda e fa scivolare i suoi occhiali appoggiati maldestramente sul suo viso , grasso, brutto.
Mi fissa , alzo lo sguardo e smette, lo abbasso e mi continua a fissare. Per un qualche secondo ho la voglia di prendere la sua faccia alzare velocemente il ginocchio e sbattercela contro, per vedere finalmente distrutta quest'oscenità.
Il treno si ferma. Prima fermata. Altre due per la mia, cambio canzone con due tocchi sul telecomando delle cuffie , continuo a leggere.
Chissà se resisterò. [...]