lunedì 4 febbraio 2013

Perché bisogna pagare WhatsApp


Non mi venite a dire che non la conoscete! Cosa? Ovviamente parlo di WhatsApp celebre applicazione per smartphone presente , praticamente, su tutti i sistemi operativi mobile (nella foto vediamo in sequenza iOs , Windows Phone, Android, symbian , RIM).

La suddetta App (come piace chiamarle ai mattacchioni di Cupertino) si è resa famosa ed un must-have per chiunque possegga uno smartphone per la sua semplicità, versatilità e soprattutto per la sua utilità

WhatsApp ha permesso infatti a tutti i tech-addicted e non, di scambiare messaggi tra piattaforme diverse in maniera del tutto gratuita. E' stato infatti proprio questo il punto di forza dell'applicazione, la quale ha permesso a chiunque di mettere da parte il becero uso di SMS e di risparmiare non pochi soldini , anche se su questo ci sarebbe un altro discorso da fare, dato il fatto che il traffico dati comunque lo paghiamo ma questa è un'altra storia. 

Perché sto parlando proprio di lei è ben chiaro e a chi non lo fosse, lo esplicito: gli sviluppatori dell'applicazione hanno richiesto agli utenti Android il pagamento di un abbonamento annuale ( in grassetto e sottolineato) della folle cifra di 0,79€. 

Esatto, settantanove centesimi di euro.

Com'era prospettabile , l'utenza non l'ha presa bene.
Com'è altrettanto prevedibile, sappiamo tutti quanti dove manderei a fare un giro questa "utenza". 
Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non si è mai accorto che il servizio erogato ha permesso loro di risparmiare una cifra pari , facendo due calcoli veloci in base all'utente medio, a circa 7'000 messaggi * 0.7€-0.10€  , (con 7000 ci sono andato molto molto basso) e una media di 0.7-0.10€ a SMS.  

Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti si è mai posto la domanda 
"Ma come faccio a scambiare questi messaggi?"
e di conseguenza non conosce i costi di infrastrutture che un servizio come quello erogato dall'applicazione in questione comporta , per non parlare del volume enorme di utenti che lo hanno sfruttato.

Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non si è mai posto il problema di quante persone ci sono a lavorare dietro un'applicazione simile, quanto tempo comporta lo sviluppo, quante tempo le persone ci spendono a sbattere la testa contro l'utente che lamenta il bug più stupido della terra.

Probabilmente nessuno di questi fedelissimi utenti non sa quanto può essere frustrante per un team di sviluppatori o un'azienda vera e propria, ricevere una recensione pessima dal  ragazzino di turno con il Samsung Galaxy S3 al tempo uno dei migliori smartphone in circolazione (circa 500€/600€)  , solo perché dopo un tempo indeterminato di prova (personalmente lo uso da più di un anno) , decide di imporre un abbonamento annuale dal costo irrisorio.

Ma tutto questo l'utente non lo sa. Tutto questo l'utente non lo saprà mai ma soprattutto non lo vorrà mai sapere, perché è solo bravo a lamentarsi , a disturbare, a cazzeggiare , a trovare una maniera per fottere chi è davanti ad un PC a far si che lui possa fare tutte le suddette cose. 

Quello di cui non ci si rende conto è che al giorno d'oggi le applicazioni sono dei prodotti che creano posti di lavoro a tutti gli effetti e che chi ci lavora su, non passa il proprio tempo giocando, ma lavorando , talvolta anche non poco. 

Quello che mi preme sensibilizzare è il fatto che , come i vostri genitori anche gli Sviluppatori , quelli che fanno le App per intenderci , sono lavoratori e come tali meritano rispetto e onestà e cercando di aggirare il sistema evitando il pagamento di una così ridicola somma, significa privare loro proprio di questi due valori. 


Credo di aver esaurito tutto ciò che avevo da dire se non un'ultima cosa : se non avrete intenzione di pagarlo sappiate che se dovessi mai sentire una vostra lamentela e vi vedrò con un Galaxy S3 tra le mani, potrei non avere la clemenza di rimanere calmo. 

Adieu.