domenica 30 ottobre 2011

La non

sobrietà.
Penso sempre più frequentemente che la vita da ubriachi sarebbe fantastica. Non tanto per la capacità di fottersene altamente delle conseguenze delle proprie azioni e del completo disinteresse delle proprie cose , materiali o non che siano, ma più che altro per la capacità e la facilità di dire la verità e di fare le cose.
Sarà triste un pensiero del genere, ma non siamo mica tutti fatti alla stessa maniera, decisamente no, ed è proprio per questo.
Non ci si deve mai fidare di un ubriaco, ma lo si deve sempre credere.
Le cose che dice sono sempre quelle vere, ma le cose che dice di voler fare o di non, sarebbe meglio sempre evitarle.
Ho uno strano rapporto con me ubriaco, ma devo dire che non mi dispiace assolutamente, se solo avessi un pizzico di quello che ho in più in quello stato, sarei contentissimo di me stesso.
Invece non lo sono affatto.
Scelgo male le persone di cui interessarmi oppure scelgo qualcosa di cui non mi sono realmente nemmeno reso conto.
Tutto ciò mi confonde, come ho appena fatto con la frase qui sopra con voi.
Ed e' così che mi sento in fondo..
Confuso.

2 commenti:

  1. Gli ubriachi non sono da biasimare ne da apprezzare. Ma nonostante questo tutti dovremmo essere un pó più "sbronzi", in senso pratico, non etilico. È che l'alcol, come qualcuno deve aver detto, mentre non ero in grado di ricordare chi egli fosse, ci rende trasparenti. I pensieri diventano parole, senza alcun filtro, talvolta esagerando, ma mai mentendo! Il problema sono i postumi, e non parlo del mal di testa, sebbene non sia detto che tutte le bottiglie vengano per nuocere: a volte la verità è la soluzione. Scherzando, ma anche no, escludendo i casi limite, potrai sempre dire "scusa ero ubriaco, non ricordo" per quanto evasivo possa essere. Bella Ste! Umberto.

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