martedì 9 aprile 2013

Se hai vent'anni DEVI restare in italia


Ho cliccato su "Mi Piace" , ma in realtà non mi piace affatto , era solo il mezzo per condividere. Volevo scriverlo come commento su questo articolo ma ho pensato fosse più completo scriverlo qui sopra. 

E' facile parlare di scappare via dall'Italia, quando si vive a Parigi.

E' facile parlare di scappare quando a permetterlo sono i tuoi genitori, qualcuno che ti sostiene , una persona o un qualcosa e quindi un sogno .

C'è chi risponderà
 "Si ma ho visto gente scappare senza senza un euro (una lira?) in tasca" 
si ma quella è la fantastica leggenda dell'uno su un milione che ci riesce, di solo coraggio non si può vivere. 
L'italia è così da questi famosi 20 anni perché non ha quelli che l'autore chiama 'eroi' , che , se ne voglia o no , sono per l'appunto gli unici che un giorno saranno in grado di credere nella possibilità di creare e fare la differenza in questo paese. 

Perché non è vero che la laurea non forma , per quanto sono difficili gli studi in Italia , tra dribbling burocratici e altro , non esiste palestra migliore. 
E' una palestra che ti insegna a risolvere e a combattere. 

Perché non è vero che non esistono possibilità , non è vero che l'Italia non è gravida di opportunità , in questo paese esiste la tecnologia come negli altri e la probabilità di creare lavoro aumenta ogni giorno , se non mi credete, ci sono migliaia di startuppisti sparsi per l'Italia pronti a smentirvi. 

Bisogna combattere affinché la mentalità conservativa cambi , affinché gli imprenditori si prendano qualche rischio in più , affinché gli aspiranti imprenditori facciano lo stesso, perché così un giorno ne potrà giovare.

E' proprio questo quello di cui l'Italia manca ed ha bisogno : l'iniziativa.

Perché è proprio il contrario di quello che viene espresso nell'articolo, di cui l'italia ha bisogno.

L'Italia non ha più bisogno di "persone" che trascorrono il proprio tempo a dire che va abbandonata , che non ha futuro, che si lamentano.

Sono dell'idea che le persone di cui sopra ,se residenti in paesi esteri, debbano tacere e continuare il proprio lavoro e che le persone di cui sopra , se residenti in Italia , debbano a loro volta cercare di cambiare qualcosa, invece di perseguire la politica del lamento e dell'imbroglio (anche quello piccolo) appena possibile.

L'italia ha bisogno di persone che possono fare la differenza restino e che la impongano , non che questi fuggano come tanti Ponzio Pilato, perché è così, perché dare la colpa agli altri è sempre la via più facile ,quella più immediata , quella che un giorno ti permetterà di dire , da un'alta scuola di Parigi : "tu dall'Italia te ne devi andare, se puoi"

2 commenti:

  1. Parti dal presupposto che vivo all'estero dove mi sono trasferito dopo la laurea.
    Ho avuto una bella occasione subito dopo la laurea, ho chiesto 2.000€ ai miei e con la mia ragazza siamo partiti, io con un lavoro, lei in cerca di uno.

    L'articolo di fanpage è scritto da uno che ha abbandonato l'Italia, uno che se gli dicessero di diventare francese accetterebbe di corsa. Per questa ragione non spendo neanche una parola a commentarlo tanto per il mio concetto di italiano.. lui non è italiano.

    Ho apprezzato il tuo articolo, soprattutto quando critichi chi dice che non ci sono possibilità in Italia, balla pazzesca te lo dice uno che se ne è andato. Io sono andato via perché ho trovato qualcosa di buono all'estero, non perché non ho trovato qualcosa in Italia. E' stata una scelta legata esclusivamente al lavoro che ho trovato, non a puttanate del tipo "In Italia non funziona un cazzo andiamo via" soprattutto perché non è assolutamente assodato che all'estero tutto funzioni, anzi. Credimi, io odio quando torno nel mio paesino e mi dicono "Eh si, la da "voi" funziona tutto mica come qua". Ci sono svantaggi e vantaggi in ogni paese, potrei farti un elenco sterminato di svantaggi e situazioni paradossali che mi sono capitate in Belgio dove vivo (come tante cose mi hanno favorevolmente stupito).

    C'e tuttavia un punto che suona male nell'articolo di fanpage e di conseguenza nel tuo (ma credo che nel tuo caso sia perché il tuo è un articolo di risposta, leggendo il tuo blog mi sono fatto un idea e non è negativa :-))

    La questione è la seguente: il ragionamento è sempre legato ad un'antitesi "resti in Italia", "vai all'estero". Beh questa antitesi è VECCHIA, è un concetto morto ed un ragionamento del genere, fatto a compartimenti, stagni è obsoleto.

    Io mi sento parte di una cosa più grande dell'Italia e del Belgio: io mi sento a casa ora che sto scrivendo a Brx cosi come mi sentivo a casa domenica quando sono stato ad Eindhoven. Domani tornerò in Italia e l'unica cosa che mi cambia è che non posso usare il mio pacchetto dati di internet.

    Spero vivamente che i nostri figli non si sentiranno italiani o belgi o croati, ma si sentiranno europei italiani.

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